I Sassi

I Sassi: le cisterne e i sistemi di raccolta delle acque


Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall’UNESCO
Stub patrimoni dell'umanità.png Patrimonio dell’umanità
I Sassi di Matera
The Sassi and the park of the Rupestrian Churches of Matera
Matera boenisch nov 2005.jpg
Tipologia architettonico
Criterio C (iii)(iv)(v)
Pericolo no
Anno 1993
Scheda UNESCO inglese
francese
Patrimoni dell’umanità d’Italia
« Chiunque veda Matera non può non restarne colpito, tanto è espressiva e toccante la sua dolente bellezza. »
(Carlo Levi)

Matera è nota anche come città dei Sassi, proprio per la peculiarità e l’unicità del suo centro storico. Scavati e costruiti a ridosso della Gravina di Matera, una profonda gola che divide il territorio in due, i Sassi di Matera, rioni che costituiscono la parte antica della città, si distendono in due vallette, che guardano ad est, leggermente sottoposte rispetto ai territori circostanti, separate tra loro dallo sperone roccioso della Civita. Questa posizione invidiabile, ha reso di fatto la città invisibile agli occhi dei suoi nemici per millenni, permettendole di passare pressoché indenne attraverso secoli di storia.

Il Sasso Barisano, girato a nord-ovest sull’orlo della rupe, se si prende come riferimento la Civita, fulcro della città vecchia, è il più ricco di portali scolpiti e fregi che ne nascondono il cuore sotterraneo. Il Sasso Caveoso, che guarda invece a sud, è disposto come un anfiteatro romano, con le case-grotte che scendono a gradoni, e prende forse il nome dalle cave e dai teatri classici. Al centro la Civita, sperone roccioso che separa i due Sassi, sulla cui sommità si trovano la Cattedrale ed i palazzi nobiliari. Insieme formano l’antico nucleo urbano di Matera, dichiarato dall’UNESCO paesaggio culturale.

I Sassi di Matera sono un insediamento urbano derivante dalle varie forme di civilizzazione ed antropizzazione succedutesi nel tempo. Da quelle preistoriche dei villaggi trincerati del periodo neolitico, all’habitat della civiltà rupestre di matrice orientale (IX-XI secolo), che costituisce il sostrato urbanistico dei Sassi, con i suoi camminamenti, canalizzazioni, cisterne; dalla civitas di matrice occidentale normanno-sveva (XI-XIII secolo), con le sue fortificazioni, alle successive espansioni rinascimentali (XV-XVI secolo) e sistemazioni urbane barocche (XVII-XVIII secolo); ed infine dal degrado igienico-sociale del XIX e della prima metà del XX secolo allo sfollamento disposto con legge nazionale negli anni cinquanta, fino all’attuale recupero iniziato a partire dalla legge del 1986.

La scelta di questo sito, sebbene abbia garantito una estrema sicurezza all’abitato, ha comportato ai suoi abitanti enormi difficoltà nell’approvvigionamento delle acque. Di fatto i Sassi si trovano su di un enorme banco calcarenitico a circa 150 metri dal livello del torrente, mentre le colline d’argilla che li circondano ad ovest risultano essere troppo lontane, per una città che costruita nell’ottica dell’assedio, doveva garantirsi l’autonomia al suo interno.

Sin dai primi giorni quindi, i suoi abitanti concentrarono le loro energie, non tanto sulla costruzione delle case, quanto sullo scavo di cisterne e palombari e dei relativi sistemi di canalizzazione delle acque.

Vista in quest’ottica Matera risulta essere uno dei più antichi e meglio conservati esempi di bio-architettura al mondo. Una breve analisi dei sistemi insediativi costruiti intorno all’acqua, ci mostra come di fatto tutte le civiltà e le tradizioni costruttive più antiche del mondo, abbiano numerosi punti in comune, sebbene secoli e chilometri le vedano come elementi distinti.

Ad un occhio attento, strutture apparentemente semplici e rudimentali, si rivelano come dei prodigi di efficienza tecnica. Le umili tecniche arcaiche, dimenticate dagli stessi abitanti, acquistano un fascino ed un valore un tempo inimmaginabile. I trogloditi che scavano canali e cisterne, costruiscono giardini pensili, ed attorno agli spazi collettivi, oggi chiamati vicinati condividono le proprie risorse, appaiono d’un tratto degli esseri geniali. Ma il bello è che tutto questo è ancora presente e vivo, sotto i nostri occhi in una città, Matera, che ha del magico.

Luoghi di culto

La cattedrale di Matera

  • Cattedrale: in stile romanico pugliese, fu costruita nel XIII secolo sullo sperone più alto della Civita che divide i due Sassi, sull’area dell’antico monastero benedettino di Sant’Eustachio, uno dei due Santi Protettori della città. All’esterno sono da notare il rosone a sedici raggi ed il campanile alto 52 metri; all’interno un affresco bizantino della Madonna della Bruna, un presepe cinquecentesco dello scultore Altobello Persio ed un affresco raffigurante il Giudizio Finale.
  • Chiesa di San Giovanni Battista: costruita nel 1233, anch’essa in stile romanico. All’interno, a tre navate, vi è una grande volta a vele rifatta nel 1793, anno in cui furono effettuate diverse modifiche per preservare la staticità della chiesa, bei capitelli di tipo pugliese che ornano le colonne con figure antropomorfe, zoomorfe e vegetali, ed un’imponente abside.
  • Chiesa di San Pietro Caveoso: costruita nel 1218, è uno dei punti più caratteristici della città. Nel XVII secolo l’intera struttura subì numerose modifiche e ci fu l’aggiunta del campanile, tutto in stile barocco. All’interno sono presenti numerose tele settecentesche e affreschi di santi. Le numerose cappelle sono stuccate e presentano affreschi e polittici di legno.
  • Chiesa di San Francesco d’Assisi: ricostruita quasi completamente nel 1670 in stile barocco. Rilevanti sono la facciata esterna in stile tardo barocco, mentre al suo interno vi è l’antica cripta dei Santi Pietro e Paolo, che conserva un affresco raffigurante la visita a Matera del papa Urbano II nel 1093.
  • Chiesa di Santa Chiara: fu costruita alla fine del XVII secolo insieme agli attigui locali che ospitarono dapprima l’ospedale, poi il convento delle clarisse ed infine i locali del museo archeologico nazionale “Domenico Ridola”. La facciata, ricca di decori, presenta un lunettone nella parte superiore ed in basso il portale con ai lati due semicolonne e due nicchie con statue di santi. L’interno è ad una navata.
  • Chiesa del Purgatorio: costruita nel 1747 in stile tardo barocco, presenta una facciata con decorazioni sul tema della morte e della redenzione delle anime. Notevole il portale in legno diviso in 36 riquadri che riporta in alto i teschi di prelati e regnanti ed in basso quelli di comuni cittadini. All’interno, a croce greca, vi è una cupola ottagonale.
  • Chiesa di San Domenico: fu costruita insieme al convento a partire dal 1230 in stile romanico pugliese. Molto bello il rosone con intorno quattro figure a rilievo raffiguranti un telamone, due figurine ai lati, ed in alto l’Arcangelo Michele. Al centro del rosone un cane con la fiaccola in bocca, simbolo dei domenicani. L’interno, a tre navate con altari laterali e con una cupola emisferica a cassettoni, è stato rimodernato nel 1774; fra le opere conservate all’interno c’è la Crocifissione con S. Domenico, realizzata dal Pietrafesa nel 1653.
  • Convento di Sant’Agostino, monumento nazionale italiano, situato nel Sasso Barisano e sorto nel 1593, insieme all’omonima chiesa, sull’antica cripta rupestre di San Giuliano risalente al XII secolo (sinora descritta come cripta di San Guglielmo a causa di un errore storico).
  • Santuario della Madonna di Picciano: situato sulla sommità dell’omonimo colle a 15 km dalla città, è meta di pellegrinaggi. La leggenda narra che la Madonna apparve sui rami di una quercia ad alcuni pastori abruzzesi che percorrevano quei luoghi per la transumanza. A partire dal XIII secolo si insediò una comunità monastica benedettina, e nei secoli successivi Picciano appartenne ai templari prima ed ai cavalieri di Malta poi, che ampliarono la chiesa ed i locali annessi. All’interno della chiesa, sopra l’altare maggiore, vi è l’immagine della Madonna, databile al XV secolo, e nella cappella alle spalle dell’altare la statua della Madonna che viene portata in processione. Oggi il Santuario ed il monastero sono custoditi dai monaci benedettini olivetani.
  • Santuario della Madonna della Palomba: situato sulla Murgia quasi a strapiombo sulla Gravina di Matera, si trova nei pressi di una grotta dove era venerato un affresco con l’immagine bizantina della Vergine col bambino. A partire dal 1580 fu costruito un nuovo edificio di culto. La facciata mostra un rosone ed un campanile a vela, mentre l’interno ad una navata conserva l’antico affresco databile intorno al XIII secolo.
  • Chiese rupestri: nella città e lungo le Gravine del Parco della Murgia Materana si contano circa 150 chiesette scavate nella roccia. Tra le più importanti chiese rupestri nei Sassi vi sono Santa Lucia alle Malve, complesso rupestre che anticamente ospitava una comunità monastica, il Convicinio di S. Antonio un comprensorio costituito da 4 cripte rupestri, Santa Maria di Idris sulla sommità dell’omonima rupe, Santa Barbara ricca di affreschi, la Madonna delle Virtù che insieme alla sovrastante chiesa di San Nicola dei Greci oggi ospita importanti mostre di scultura, e San Pietro Barisano con facciata e campanile in muratura ed interno quasi completamente scavato nella roccia. All’esterno del perimetro urbano vi sono, tra le altre, la Cripta del Peccato Originale, recentemente restaurata, esempio di pittura longobarda con uno straordinario ciclo pittorico di affreschi che coprono le pareti di sinistra e di fondo[11][12], e la chiesa di Santa Maria della Valle, comunemente detta La Vaglia, la più grande chiesa rupestre della città, con facciata in muratura ed interni ipogei.

Monumenti

Palazzo Lanfranchi

  • Castello Tramontano: in stile aragonese, con un maschio centrale e due torri laterali rotonde, rimase incompiuto per l’uccisione del conte Giovan Carlo Tramontano da parte della popolazione nel 1514.
  • Palazzo Lanfranchi: monumento seicentesco fatto costruire da Frate Francesco da Copertino per ordine del Vescovo Vincenzo Lanfranchi tra il 1668 e il 1672. Ivi sono esposti dipinti di alcuni importanti artisti come Carlo Levi, Camillo D’Errico, Abraham Brueghel, Giovan Battista Ruoppolo e Mattia Preti. Ospita i locali del Museo Nazionale d’Arte Medioevale e Moderna.
  • Palazzo dell’Annunziata: palazzo settecentesco sito in Piazza Vittorio Veneto, ha dapprima ospitato il convento delle Domenicane, per poi diventare tribunale nel 1865 e ancora la scuola media. Oggi l’edificio che domina la piazza centrale di Matera è sede della Mediateca e della Biblioteca Provinciale oltre a ospitare il Cinema Comunale.
  • Ipogei di piazza Vittorio Veneto: situati sotto la piazza principale della città e tornati alla luce da pochi anni, contengono oltre a numerosi ambienti ipogei anche un’antica cisterna, detta il Palombaro lungo, ed una torre facente parte delle mura a ridosso del Castello Tramontano.
  • Fontana ferdinandea: restaurata dal re Ferdinando II di Borbone nel 1832, era originariamente posta ai piedi della collina del castello e raccoglieva le acque provenienti da quella collina. Dopo la seconda guerra mondiale, esaurita la sua funzione di approvvigionamento, fu trasferita all’interno della villa comunale. Nel mese di aprile del 2009 è stata riportata nel suo luogo originario in piazza Vittorio Veneto.
  • Palazzo Malvinni Malvezzi: situato in piazza Duomo, è appartenuto alla famiglia dei Duchi di Santa Candida. Al suo interno, nel piano nobile sono collocate 14 tele di pregevole fattura ed arredi in stile Luigi XVI[13].
  • Palazzo del Sedile: situato nella centrale Piazza Sedile, è stato costruito nel 1540, ristrutturato nel 1759, è la sede del Conservatorio di Musica “Egidio Romualdo Duni” e dell’Auditorium Gervasio. La facciata presenta due torri campanarie ed è ornata da sei statue.
  • Villa Longo: dimora del XIX secolo della nobile famiglia materana di antiche origini napoletane.

Dialetto

Il dialetto materano (u matarràsë) rientra nel gruppo dei dialetti meridionali medi; presenta forti affinità con il gruppo dei dialetti pugliesi, specie rispetto al barese ed in misura minore al tarantino. Conserva tuttavia delle peculiarità, come la quasi totale assenza di suoni vocalici in alcuni vocaboli ed effetti di inversione vocalica rispetto all’italiano.

Tipici proverbi:

  • «Ci sckëjtë ‘ngjlë ‘mboccë së chegghjë» («Chi sputa in cielo si coglie in faccia»)
  • «Ci s’ avondë silë silë na mmelë monghë në fasilë» («Chi si vanta solo solo non vale nemmeno un fagiolo»)
  • «Attocchë ‘u ciddë addò vaelë ‘u patrynë» («Attacca l’asino dove vuole il padrone»)

Esclamazioni tipiche:

  • «Mo mèrjë!» – letteralmente «Ora muoio!», esclamazione di fatica o dolore, richiesta di aiuto.
  • «Egghia!» – abbreviativo di mannegghia, nella forma abbreviata è un’esclamazione di stupore.
  • «Gistjëzzë!» – letteralmente «Giustizia!», accidenti! Abbreviativo di «Gistjëzzë të vò bbënì!», imprecazione che significa «Che ti venga un accidente!».
  • «Mogghià’Ddjë!» – letteralmente «Non voglia Dio!», non sia mai!

Religione

Matera è sede vescovile sin dal X secolo[15]. Per anni sotto l’influsso bizantino, fu elevata ad arcidiocesi nel 1203 quando fu unita con bolla pontificia all’arcidiocesi di Acerenza. L’arcidiocesi conta 52 parrocchie in 13 comuni. Protettori della città sono la Madonna della Bruna e Sant’Eustachio, del quale la leggenda narra che durante un assedio subito dalla città ad opera dei Saraceni intorno all’anno 1000, salvò Matera dall’invasione facendo apparire ai nemici centinaia di cavalieri guidati dal Santo stesso e mettendoli in fuga.

Tradizioni e Folclore

Il Carro trionfale della Madonna della Bruna

La festa patronale della Madonna della Bruna si celebra il 2 luglio di ogni anno sin dal lontano 1389, quando il Papa Urbano VI, già arcivescovo di Matera, istituì la festa della Visitazione, e va ricordata per la tradizione della distruzione di un carro trionfale di cartapesta che ogni anno viene ricostruito. Le fasi principali della festa sono: la processione dei pastori, che si svolge all’alba con il quadro della Madonna portato in processione per le vie della città; la cavalcata, in tarda mattinata, in cui i cavalieri della Bruna scortano la statua della Madonna dalla Cattedrale alla parrocchia dell’Annunziata di Piccianello; la processione di Maria Santissima della Bruna sul carro, in cui la statua della Madonna viene nuovamente accompagnata in Cattedrale su un carro trionfale; ed infine la distruzione del carro, in tarda serata, quando il carro trionfale, dopo aver fatto scendere la statua della Madonna, ritorna nella piazza centrale della città e viene assaltato e distrutto dalla popolazione. La festa patronale termina in tarda nottata con i fuochi pirotecnici effettuati sulla Murgia che illuminano i Sassi di Matera, rendendoli più suggestivi.

Cultura

Matera, con i suoi luoghi di interesse, le sue tradizioni popolari e diverse manifestazioni che si svolgono nel corso dell’anno, dispone di un’offerta culturale piuttosto ampia e variegata. La città aderisce inoltre all’Associazione città d’arte e cultura[16].

Capitale Europea della Cultura 2019

Nel 2008 Matera è stata candidata come Capitale Europea della Cultura 2019[17].

Ricerca

A Matera opera sin dal 1983, per volontà congiunta del CNR, della Regione Basilicata e della NASA il Centro di Geodesia Spaziale Giuseppe Colombo dell’ASI, che si occupa di osservazione della Terra per mezzo di tecnologie spaziali avanzate. Oggi è una struttura di oltre 5000 m² dove vi lavorano 100 persone con un budget di circa 10 milioni di euro l’anno, ed è una delle principali strutture di ricerca e trasferimento tecnologico nel Mezzogiorno. Dedicato principalmente alla geodesia spaziale e al telerilevamento, il CGS (Centro di Geodesia Spaziale) sta ultimamente rivolgendosi anche ad altri campi, primi fra tutti la robotica spaziale e le missioni interplanetarie; tutte le attività sono svolte in un contesto di collaborazione internazionale. Telespazio è, fin dal 1983, responsabile della gestione operativa. Recentemente è stato raggiunto un accordo tra l’Agenzia Spaziale Italiana e la Regione Basilicata per il potenziamento delle attività del centro, con la costituzione di una cittadella dello spazio[18].

Cinema

Per il suo suggestivo carattere paesaggistico, Matera è stata scelta spesso come ambientazione di molti film, e negli ultimi anni anche di diverse fiction e serie televisive. Finora, le pellicole registrate nel comune materano sono[19][20]:

  • 1950: Le due sorelle, diretto da Mario Volpe.
  • 1953: La lupa, diretto da Alberto Lattuada.
  • 1957: Il Conte di Matera, diretto da Luigi Capuano, con Virna Lisi.
  • 1961: Viva l’Italia!, diretto da Roberto Rossellini.
  • 1962: Anni ruggenti, diretto da Luigi Zampa, con Nino Manfredi.
  • 1963: Il Demonio, diretto da Brunello Rondi.
  • 1963: I basilischi, diretto da Lina Wertmuller.
  • 1964: Il Vangelo secondo Matteo, diretto da Pier Paolo Pasolini.
  • 1965: Made in Italy, film ad episodi, diretto da Nanni Loy.
  • 1967: C’era una volta…, diretto da Francesco Rosi, con Omar Sharif e Sofia Loren.
  • 1972: Il decamerone nero, diretto da Piero Vivarelli.
  • 1972: Non si sevizia un paperino. diretto da Lucio Fulci, con Barbara Bouchet e Tomas Milian.
  • 1974: Anno uno, diretto da Roberto Rossellini.
  • 1974: Allonsanfan, diretto da Paolo e Vittorio Taviani, con Marcello Mastroianni e Lea Massari.
  • 1974: Il tempo dell’inizio, diretto da Luigi Di Gianni.
  • 1975: Qui comincia l’avventura, diretto da Carlo Di Palma, con Monica Vitti, Claudia Cardinale.
  • 1979: Cristo si è fermato a Eboli, diretto da Francesco Rosi.
  • 1978: Volontari per destinazione ignota, diretto da Alberto Negrin, con Michele Placido.
  • 1980: L’albero di Guernica, diretto da Fernando Arrabal, con Mariangela Melato.
  • 1981: Tre fratelli, diretto da Francesco Rosi.
  • 1985: King David, con Richard Gere.
  • 1990: Il sole anche di notte, diretto da Paolo e Vittorio Taviani.
  • 1995: L’uomo delle stelle, diretto da Giuseppe Tornatore.
  • 1995: Campet.
  • 1998: Del perduto amore, diretto e interpretato da Michele Placido.
  • 1999: Terra bruciata, diretto da Fabio Segatori, con Giancarlo Giannini e Raul Bova.
  • 2004: La Passione di Cristo, diretto da Mel Gibson, con Jim Caviezel e Monica Bellucci.
  • 2004: The big question, diretto da Francesco Cabras, Alberto Molinari.
  • 2004: Roba forestiera, diretto da Peter Haas, Silvia Holzinger.
  • 2005: Revelations, (miniserie TV), diretto da Lili Fini Zanuck, con Bill Pullman, Natascha McElhone, Michael Massee, Tobin Bell.
  • 2005: Mary, diretto da Abel Ferrara.
  • 2006: Il rabdomante, regia di Fabrizio Cattani, con Andrea Osvárt, Riccardo Zinna, Lucianna De Falco, Massimo Sarchielli, Pascal Zullino, Nando Irene.
  • 2006: Omen – Il presagio, diretto da John Moore.
  • 2006: Il lato grottesco della vita, diretto da Federica Di Giacomo, premio Cipputi al Torino Film Festival.
  • 2006: Nativity, diretto da Catherine Hardwicke.
  • 2006: Artemisia Sanchez, fiction diretta da Ambrogio Lo Giudice con Fabio Fulco e Lucio Dalla.
  • 2007: Lo stallo, scritto da Antonio Andrisani, regia di Silvia Ferreri con Rolando Ravello, Adolfo Margiotta, Debora Villa, Gianni Ciardo, Mingo De Pasquale, Antonio Andrisani, Pascal Zullino, Carlo De Ruggieri.
  • 2008: Il vaso di Pandora, diretto da Geo Coretti con Maurizio Nicolosi, Mariapia Autorino, Nando Irene.
  • 2008: Paolo VI, regia di Fabrizio Costa con Fabrizio Gifuni.
  • 2009: Oro nero, diretto da Geo Coretti con Maurizio Nicolosi, Mariapia Autorino, Nando Irene.
  • 2009: Natale con chi vuoi, scritto da Antonio Andrisani, regia di Vito Cea con Rocco Barbaro, Michela Andreozzi, Dante Marmone, Uccio De Santis, Chiara Sani, Roberta Gemma, Anna Rita Del Piano.
  • 2010: Crimini (seconda stagione) – Episodio “Bestie”, diretto da Andrea Manni con Pietro Taricone, Christiane Filangieri, Tomas Arana

Personalità legate a Matera

Di ieri

  • Sant’Ilario (976-1045), abate benedettino.
  • Lupo Protospata (1030-1102), cronista.
  • San Giovanni da Matera (1070-1139), monaco e santo.
  • Alano da Matera (1300), letterato, filosofo ed astronomo presso l’Università di Parigi.
  • Altobello Persio (1507-1593), scultore.
  • Ascanio Persio (1554-1616), filosofo.
  • Tommaso Stigliani (1573-1651), poeta.
  • Donato Paolo Conversi (1697-1760), pittore.
  • Antonio Duni (1700-1766), compositore.
  • Egidio Romualdo Duni (1709-1775), compositore.
  • Francesco Paolo Volpe (1779-1852), storico e sacerdote.
  • Cesare Firrao (1806-1878), militare ed ingegnere.
  • Giambattista Pentasuglia (1821-1880), patriota garibaldino.
  • Michele Torraca (1840-1906), parlamentare.
  • Francesco Paolo Festa (1840-1909), poeta e fotografo.
  • Domenico Ridola (1841-1932), medico e archeologo.
  • Giuseppe Gattini (1843-1917), storico.
  • Antonio Loperfido (1859-1938), capo dell’IGM.
  • Raffaele Stella (1861-1938), entomologo e paleontologo.
  • Eustachio Chita detto Chitaridd (1862-1896), brigante.
  • Nicola Festa (1866-1940), docente universitario.
  • Gioacchino Cappelluti (1868-1931), industriale.
  • Eustachio Paolo Lamanna (1885-1967), filosofo.
  • Francesco D’Alessio (1886-1949), parlamentare.
  • Antonio Passarelli (1887-1943), generale.
  • Giuseppe De Robertis (1888-1963), critico letterario.
  • Michele Bianco (1896-1981), parlamentare.
  • Rocco Lazzazzera (1898-1941), giornalista e scrittore.
  • Ettore Stella (1915-1951), architetto e urbanista.
  • Elisa Springer (1918-2004), scrittrice.
  • Josè Ortega (1921-1990), artista.
  • Nicola Morelli (1921-1994), scultore, attore e scrittore.
  • Carmelo Francesco Salerno (1925-1998), parlamentare e dirigente sportivo.
  • Giovanni Battista Bronzini (1925-2002), antropologo.
  • Luigi Guerricchio (1932-1996), pittore.
  • Raffaele Giura Longo (1935-2009), parlamentare e storico.

Di oggi

  • Antonio Andrisani, regista e sceneggiatore.
  • Luigi De Canio, allenatore di calcio.
  • Anna Rita Del Piano, attrice.
  • Domenico Fortunato, attore.
  • Cosimo Fusco, attore.
  • Nando Irene, attore.
  • Carmen Lasorella, giornalista RAI.
  • Francesco Mancini, calciatore.
  • Enzo Masiello, fondista.
  • Pasquale Natuzzi, presidente e stilista del Gruppo Natuzzi.
  • Giuseppe Palumbo, fumettista.
  • Gianvito Plasmati, calciatore.
  • Francesco Romano, attore e regista
  • Nicola Salerno, dirigente sportivo.
  • Franco Selvaggi, ex calciatore.
  • Biagio Tralli, kick-boxer.
  • Mariolina Venezia, scrittrice.

Eventi

Nel corso dell’anno si svolgono in città alcune importanti manifestazioni tra cui:

  • le Grandi Mostre nei Sassi[22], mostre antologiche di scultura contemporanea realizzate ogni anno nei mesi estivi all’interno del complesso rupestre di San Nicola dei Greci e Madonna delle Virtù nel Sasso Barisano, organizzate dal 1978 e poi stabilmente dal 1987 dal Circolo Culturale La Scaletta.
  • il Festival Duni[23], rassegna concertistica dedicata al compositore materano Egidio Romualdo Duni, che si tiene nel mese di luglio;
  • il Women’s Fiction Festival[24], evento dedicato alla narrativa femminile che si svolge nel mese di settembre;
  • il Festival Gezziamoci[25], rassegna di musica jazz, nei mesi di giugno, agosto e dicembre;
  • il ParcoMurgia Festival, con una serie di eventi nel corso dell’anno organizzati dall’Ente di gestione del Parco della Murgia Materana.
  • il Lucania Buskers Festival[26], festival internazionale delle arti di strada, che nel mese di agosto fa tappa, oltre che a Matera, nei comuni lucani di Stigliano e Grumento Nova.
  • il Presepe d’Amore nei Sassi[27]: la tradizione del presepe vivente nei Sassi di Matera, iniziata negli anni settanta grazie al Gruppo Teatro Matera e successivamente interrotta per molti anni, è ripresa nel dicembre 2010 con l’evento promosso dall’Unione Nazionale delle Pro loco d’Italia e dalla Regione Basilicata, con la partecipazione di circa mille figuranti su un percorso di 700 metri.
  • Teatri Meridiani – azioni, visioni, mutamenti del teatro nei territori, percorso formativo e di promozione teatrale a cura del Teatro dei Sassi[28].
  • il Grubus Theatre, autobus a due piani trasformato in teatro viaggiante, del Teatro delle Gru[29], dove si realizzano Rassegne di teatro contemporaneo.

Inoltre fino a metà degli anni novanta a Matera si è festeggiato anche il Carnevale ma la carenza di fondi per l’organizzazione ha portato alla scomparsa di questa tradizione che oggi caratterizza esclusivamente alcuni comuni della provincia di Matera.

Il 28 marzo 2010 alle ore 2:00 grazie all’opportunità offerta dal cambio dell’ora si è svolto un flash mob in cui veniva ripreso, dalla webcam sita in Piazza Vittorio Veneto, un orologio umano formato da centinaia di persone. Appena scoccate le 2:00, la lancetta dei minuti ha iniziato a muoversi e, più lentamente, anche la lancetta delle ore, creando così uno spettacolo suggestivo per gli occhi di chi vedeva su Internet in quei momenti le immagini catturate dalla webcam[30].

Agricoltura e prodotti tipici

Da sempre centro agricolo, Matera è famosa per la coltivazione dei cereali e la produzione della pasta, del pane (il pane di Matera IGP), dell’olio e del vino (i vini Matera DOC). La città fa parte dell’Associazione nazionale città del pane[31], a testimonianza dell’antichissima tradizione nella lavorazione del pane, uno degli alimenti principali del territorio materano. La cucina tipica materana è strettamente collegata alla tradizione agricola e pastorale del suo territorio, e comprende oltre ai prodotti suindicati, anche piatti a base di legumi (come la tradizionale zuppa chiamata crapiata), formaggi, salumi e carni (con i tipici agnello a cutturidd e la pecora alla pignata). Le migliori ricette della cucina materana comprendono le orecchiette alla Materana, le tagliatelle con la mollica di pane, la cotechinata, la frittura di maiale, la pulljata, il pane cotto con le rape, le fave bianche e cicorie, la panaredda (tipico dolce pasquale), le cartellate e le pettole, legate alle festività natalizie[32].

Industria

Al tradizionale settore primario, si è affiancato negli ultimi decenni anche quello industriale, che ha visto Matera costituire insieme alle città pugliesi di Altamura e Santeramo in Colle un polo industriale nel quale si è sviluppata sia l’industria ferroviaria con la Ferrosud che il cosiddetto polo del salotto. Questa definizione si deve ad una forte crescita industriale avvenuta durante gli anni ottanta – novanta che ha permesso lo sviluppo di molte aziende di produzione di arredi da soggiorno, prevalentemente divani. Tra le più famose aziende del settore spiccano i nomi di Natuzzi (Divani & Divani), Nicoletti e Calia. Il trend positivo della produzione degli ultimi anni novanta, è rallentato considerevolmente con la crescita dei mercati asiatici, oggi principali concorrenti e luoghi in cui gli stessi imprenditori materani del salotto stanno spostando le loro attività attraverso una operazione di delocalizzazione. Il trend negativo dell’economia materana è aumentato con la chiusura definitiva del pastificio Barilla nel 2006. Questo processo è stato accelerato soprattutto dalla mancanza di arterie autostradali e dall’assenza della ferrovia di stato, ostacolando così le attività produttive e di distribuzione non solo della Barilla, ma delle altre piccole medie imprese del materano e del circondario.

Artigianato tipico

Grande importanza nella tradizione materana ha la produzione di oggetti di artigianato tipico, con particolare diffusione della lavorazione della cartapesta (che ha il suo massimo emblema nella costruzione del carro trionfale della Madonna della Bruna ad opera di artigiani locali), della terracotta (con il tipico fischietto a forma di gallo detto cucù, simbolo di prosperità), del tufo e del ferro battuto.

Turismo

Il settore turistico è in forte sviluppo ma ha ancora ampi margini di crescita, grazie alle numerose attrattive della città (ed in particolare al suo inserimento nella lista dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO), e della sua provincia, le cui spiagge situate sul Mar Jonio distano dalla città di Matera non più di 50 km. Negli ultimi anni, la città ha registrato una certa presenza di turisti giapponesi. Il Basilicata Nippon Festival, tenutosi tra il 23 ed il 25 settembre del 2005 a Matera e a Potenza, ha permesso di stringere i rapporti con il popolo giapponese, allacciando anche accordi di tipo commerciale per la valorizzazione dei prodotti tipici di Matera e di tutta la Basilicata.[33] A questa città si sono anche ispirati i giapponesi per realizzare Il Fantasma di Matera, un anime ambientato nella zona dei Sassi.[34]

Galleria fotografica

Sasso Barisano

Sasso Caveoso

Veduta notturna dei Sassi

Sassi innevati

Recupero di acqua piovana

Interno con cisterna

Interno ricostruito

Vista dei Sassi

Altra vista dei Sassi

Scalinate

Chiesa rupestre

Madonna de Idris e Civita

Castello Tramontano

Chiesa di Sant’Agostino

Chiesa San Giovanni Battista

Chiesa San Pietro Caveoso

Bibliografia

  • Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli, Torino, Einaudi, 1945. ISBN 88-06-42283-9
  • Francesco Paolo Volpe, Memorie storiche profane e religiose sulla città di Matera, Napoli, Simoniana, 1818.
  • Giuseppe Gattini, Note storiche sulla città di Matera, Napoli, Perrotti, 1882.
  • Raffaele Giura Longo, Sassi e secoli, Matera, BMG, 1970.
  • Lorenzo Rota – Mario Tommaselli – Franco Conese, Matera – storia di una città, Matera, BMG, 1981.
  • Raffaele Giura Longo, Breve storia della città di Matera, Matera, BMG, 1981.
  • Leonardo Sacco, Matera contemporanea – cultura e società, Matera, Basilicata Editrice, 1982.
  • Pietro Laureano, Giardini di pietra – I Sassi di Matera e la civiltà mediterranea, Torino, Bollati Boringhieri, 1993. ISBN 88-339-0812-7
  • Giulio Fortunato, Merovingi in Lucania e a Matera. Il Principe Paolo Onofrio Nuzzolese., S.E.M., 2001.

FONTE Wikipedia

 

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